Spending review, tutti i provvedimenti che riguardano la scuola

Nessuna remunerazione per le ferie non godute. Anche per il personale precario

Articolo 5 comma 8. Le ferie, i riposi ed i permessi spettanti al personale, anche di qualifica dirigenziale, delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonché le autorità indipendenti ivi inclusa la Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob), sono obbligatoriamente fruiti secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti e non danno luogo in nessun caso alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi. La presente disposizione si applica anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro per mobilità, dimissioni, risoluzione, pensionamento e raggiungimento del limite di età. Eventuali disposizioni normative e contrattuali più favorevoli cessano di avere applicazione a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto. La violazione della presente disposizione, oltre a comportare il recupero delle somme indebitamente erogate, è fonte di responsabilità disciplinare ed amministrativa per il dirigente responsabile.

La norma si applica anche al personale precario? Sembrerebbe di sì, che la norma si applichi anche al personale precario che abbia maturato le ferie secondo l’articolo 19, comma due del contratto collettivo nazionale.

Per avere la definitiva conferma si attendono indicazioni da parte ministeriale.

Anche i bilanci e i revisori nella spending review

Servizio di tesoreria unica, capitolone e revisori dei conti nella spending review. I particolari

L’articolo sette della Spending review riguarda l’istituzione di una tesoreria unica nella quale confluiranno le risorse depositate presso istituti bancari privati e sarà gestita dalla Banca d’Italia. Ciò dovrebbe condurre ad una maggiore disponibilità di cassa che se gira intorno al miliardo di euro e un risparmio per lo Stato di 8 milioni per il 1012 e 29 milioni nel momento in cui il sistema entrerà a regime. Una delle conseguenze però sarà che il budget che non potrà essere superato e che dovrà essere utilizzato secondo i tempi e le regole dettate a livello centrale. Una limitazione, secondo qualcuno, dell’autonomia scolastica.

Altra questione riguarda il cosiddetto “capitolone”. cioè i fondi previsti dalla legge 440/ 97, i fondi per l’autonomia scolastica, e i fondi provenienti dal piano programmatico della legge finanziaria 2007 compiranno nel cosiddetto “capitolone”.

Anche restauri dei conti nel mirino dei tagli. Infatti l’articolo sei riguarda una riduzione degli ambiti territoriali (non più di 2000) e un aumento quattro del numero di istruzioni affidate ai revisori dei conti. Il revisore inoltre potranno essere affidate ad altri compiti indicati dal MIUR e dal MEF.

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Spending review: ipotesi deroga riforma Fornero

In queste ore in regime di spending review il Governo formula ipotesi percorribili per tagliare l’organico di 10.000 posti statali. Per velocizzare le uscite dei dipendenti pubblici si ipotizza una deroga alla riforma Fornero.
 
Se questa strada fosse intrapresa la scuola sarebbe la prima a trarne dei benefici immediati.  Infatti sarebbero tra i 3.000 e i 4.000 docenti che maturerebbero il diritto di quiescenza al 31 agosto 2012. Sarebbe risolto il problema della classe 1952, che maturava i sessanta anni nel primo semestre del 2012. Poiché si parla dell’esigenza di reperire risorse per oltre 4 miliardi di euro per evitare l’aumento dell’IVA, all’esame dei tecnici è previsto questo taglio di personale, che passerebbe dallo scivolamento temporale della riforma Fornero al primo semestre 2012. Oltre all’ipotesi deroga delle pensioni si parla anche di eliminare alcune Province. Si dovrebbero tagliere da 10 a 40 province con il metodo dell’accorpamento in base a numero di comuni, superficie e abitanti.
Con il taglio delle province sarebbero previsti i tagli di tribunali, prefetture e ambiti territoriali provinciali: questi ultimi in particolare dovrebbero scomparire dove saranno cancellate le province. Comunque ancora siamo nel campo delle ipotesi che qualunque sia vede come tesi il risparmio in tre anni di 30 miliardi di euro.

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