L’ex baby-rettrice Carrozza “La scuola salverà l’economia”

Arriva dall’università: “La mia priorità è ridare dignità agli insegnanti”

È emozionata, e non lo nasconde Maria Chiara Carrozza, alla sua prima esperienza nel mondo politico e subito catapultata alla guida del ministero dell’Istruzione per il suo curriculum di grande ricercatrice esperta in robotica e poi per due mandati rettore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Quando il Pd aveva proposto di lottare contro i baroni nelle università mandandoli in pensione a 65 anni e non a 72 – dietro c’era lei, allora 45 anni, rettore più giovane d’Italia e alla guida anche di uno degli atenei di punta del nostro Paese. Chiedeva uno «choc generazionale», un ricambio in quel mondo e fece scalpore che a farlo fosse lei, una della casta dei rettori che in genere quella poltrona tendono a conservarla il più a lungo possibile. Ora di anni ne ha 47 ed è stata di parola: ha lasciato la sua poltrona per candidarsi nelle liste del Pd. Eletta alla Camera ha dato le dimissioni dall’incarico precedente ed è passata alla sua nuova vita.

Continua a leggere

Scuola, il nuovo anno inizia nel segno dell’innovazione digitale

Segreterie scolastiche libere dalla carta. Un computer in ogni classe di medie e superiori. Al Sud un tablet ad ogni insegnante. In aumento anche le risorse per la gestione ordinaria delle scuole: +33%.

Carta, addio. Il nuovo anno scolastico, ormai ai blocchi di partenza, inizia sotto il segno della digitalizzazione e dematerializzazione dei processi e delle procedure amministrative. Obiettivo, liberare aule e segreterie scolastiche da faldoni e fotocopie e ridurre, fino ad eliminarle del tutto, le spese sostenute dalle scuole per l’acquisto di documenti cartacei per la gestione amministrativa e la didattica. Il progetto è quello illustrato dal ministro Francesco Profumo nel corso di una conferenza stampa che si è svolta oggi al Ministero, a cui hanno partecipato anche il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e, in collegamento video, l’Assessore alla Cultura, Istruzione e Ricerca della Regione Calabria Mario Caligiuri e l’Assessore all’Istruzione del Comune di Firenze Rosa Maria Di Giorgi. Quest’ultimi, in particolare, hanno presentato le iniziative già avviate sul territorio che il Ministero intende promuovere e mettere a sistema con i migliori progetti già sviluppati dalle singole scuole a favore dell’innovazione tecnologica.

Iscrizioni on line, registri elettronici, rilevazione automatica delle presenze. Ma anche nuove tecnologie per abbattere le spese telefoniche, risparmio energetico e banda larga. Sono queste le principali iniziative presentate, in linea con il Piano avviato dal Miur per la dematerializzazione delle procedure amministrative e dei rapporti con le comunità dei docenti e del personale, di studenti e famiglie, anche attraverso i portali “Scuola in Chiaro” e “UniversItaly”. Piano sviluppato in coerenza con quanto previsto dal decreto sulla revisione della spesa che prevede, tra l’altro, iscrizioni on line per le scuole di ogni ordine e grado a partire dall’anno scolastico 2012/2013 e registri in formato elettronico.

Un PC in ogni classe di medie e superiori. Risorse per 24 milioni di euro
Per realizzare questi obiettivi il Ministero ha messo in campo una serie di iniziative, tra le quali l’assegnazione di un computer ad ogni classe di tutte le scuole medie e superiori del Paese. Grazie ad un finanziamento complessivo di 24 milioni di euro, infatti, da quest’anno tutte le 34.558 classi delle scuole medie e le 62.600 classi delle scuole superiori potranno contare su un computer da utilizzare nelle lezioni quotidiane, innovando la didattica e i processi di apprendimento. Nello specifico, dei 24 milioni di euro, 8.647 milioni sono stati impiegati per la fornitura di computer alle classi delle scuole medie. I restanti 15.650 milioni per le classi delle superiori.

Al Sud un tablet per ogni insegnante. Impegnati quasi 32 milioni di euro
Per le quattro Regioni della Convergenza (Puglia, Campania, Sicilia e Calabria) l’intervento è ancora più capillare e prevede, finora, il coinvolgimento di 2.128 scuole (il 64,5% del totale) nelle quali sarà assegnato un tablet ad ogni insegnante. Il finanziamento complessivo è 31.836.574 milioni di euro. Nello specifico, 712 scuole in Campania (59.9%), 599 in Puglia (85.3%), 233 in Calabria (57.2%) e 584 in Sicilia (58.3%). Tuttavia – come ricordato dall’Assessore Caligiuri – in Calabria si sta lavorando per assegnare un tablet ad ogni insegnante di tutte le scuole della Regione (il 100%).

Innovare conviene: previsti risparmi per circa 30 milioni di euro.
A rendere necessaria la svolta digitale è anzitutto l’ammontare della spesa sostenuta dalle scuole per l’acquisto di documenti cartacei necessari per la gestione amministrative e didattica. Spesa che – come illustrato dal ministro Profumo – nel caso di un istituto secondario di II grado con 1.000 alunni e 45 classi può arrivare fino a 6.262 euro per pagelle, registri, carta per documenti e libretti per studenti. Il risparmio complessivo per il sistema scolastico che il piano di digitalizzazione può garantire è di circa 30 milioni di euro, così articolato: 4 milioni di euro nella Primaria (circa 2 euro a studente), 10 milioni nella Secondaria di I grado (circa 6 euro a studente) e 16 milioni nella Secondaria di II grado (circa 6 euro a studente).

Aumentano le risorse per la gestione ordinaria: + 33%
Ma perché l’innovazione produca i suoi frutti è necessario garantire agli istituti risorse adeguate per il loro funzionamento. A cominciare da quelle dedicate alla gestione ordinaria, dai servizi di pulizie alla tassa sui rifiuti, fino agli altri acquisti indispensabili per il lavoro di tutti i giorni. Così, grazie ad uno sforzo del Ministero in questo senso, le risorse della gestione ordinaria delle scuole passano dai 200 milioni di euro dello scorso anno a 240 milioni di euro, con un aumento del 33%.

Immissioni in ruolo per 21.011 docenti. In Sicilia: appena 1.300 posti

 

Secondo le prime tabelle diffuse in queste ore la ripartizione siciliana dovrebbe essere la seguente:

 

 

Contingente nomine anno scolastico 2012/2013

Prov.

Infanzia

Primaria

Sec. I gr.

Sec.II gr.

Sost.

Per. ed.

Tot.

AG

10

0

68

31

9

118

CL

2

8

49

25

5

89

CT

23

144

64

21

252

EN

2

29

17

11

59

ME

19

7

45

43

16

130

PA

24

6

169

72

27

4

302

RG

8

58

35

2

103

SR

10

76

54

11

151

TP

7

40

34

15

96

TOT.

105

21

678

375

117

4

1.300

 

Nel pubblico impiego le ore “buche” vanno retribuite

Per la Suprema Corte, nel caso in cui lo spostamento sia funzionale alla prestazione lavorativa, occorrerà tenerne conto ai fini della quantificazione dello stipendio.
 
Con l’avvio del prossimo anno scolastico, il numero di cattedre orario esterne aumenterà, come aumenterà anche il numero dei docenti utilizzati su più di una scuola. Per questi docenti è utile sapere che la Corte di Cassazione, sez. lavoro, con sentenza n. 17511 del 27 luglio 2010 ha affermato che il dipendente pubblico, con ore “buche” nel proprio orario di servizio, deve essere retribuito tenendo in considerazione anche di queste ore.
Infatti, per la Suprema Corte, nel caso in cui lo spostamento sia funzionale alla prestazione lavorativa, occorrerà tenerne conto ai fini della quantificazione dello stipendio.
 Inoltre la prestazione su uno spostamento obbligato dovrà essere qualificata come lavoro a tutti gli effetti, anche a proposito dei limiti temporali imposti dall’art. 2107 del codice civile. La questione sopra esposta è stata affrontata anche dal Ministero del Lavoro con interpello n. 13/2010 del 2 aprile 2010. In questa sede si è chiarito come il D.Lgs. n. 66/2003, superando la normativa contenuta nel RD 1955/1923, considera la prestazione lavorativa quale “messa a disposizione” e non più come lavoro effettivo.
Tale principio ha una precisa corrispondenza con quanto stabilito dalla Direttiva CE 1993/104, secondo cui la definizione di orario di lavoro è la seguente: “qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni”.
 Questo principio di legittimità può avere sviluppi pratici molto importanti nel comparto scuola. La sentenza n. 17511 del 27 luglio 2010, infatti, può adattarsi al caso di scuole articolate su più succursali, sedi staccate, oppure al docente avente cattedra orario esterna. In questi casi, qualora il dipendente dovesse recarsi da una scuola all’altra (a maggior ragione se nell’ambito della stessa giornata), potrebbe legittimamente pretendere che il tempo di spostamento venga considerato a tutti gli effetti quale prestazione lavorativa.

WordPress theme: Kippis 1.15