Concorso docenti: ecco il decreto. Scadenza giorno 7 novembre.

La domanda di partecipazione al concorso, a pena di esclusione, deve essere presentata in una sola regione.
I candidati in possesso dei requisiti possono concorrere per uno o più posti ovvero per una o più classi di concorso. In tal caso sono tenuti a presentare, nella regione prescelta ai sensi del comma 1, un’unica domanda con l’indicazione dei posti ovvero delle classi di concorso per cui si intende concorrere.
 I candidati presentano la domanda di partecipazione al concorso esclusivamente attraverso istanza on line.
 I candidati utilizzano la procedura informatica POLIS presente nel sistema informativo del Ministero.
 I candidati possono accedere alla suddetta procedura e utilizzarla a partire dal 6 ottobre 2012 e fino alle ore 14.00 del 7 novembre 2012.

Bando di concorso a cattedre.

Nuovo concorso per 11.892 docenti, il primo dal 1999

Nuovo concorso per 11.892 docenti, il primo dal 1999. Secondo quanto approvato dal Consiglio dei ministri, riferisce il Miur in una nota, è prevista per il 24 settembre la pubblicazione di un bando di concorso, per titoli ed esami, su base regionale, finalizzato alla copertura di 11.892 cattedre nelle scuole statali di ogni ordine e grado, risultanti vacanti e disponibili; altrettanti posti saranno messi a disposizione dal Miur attingendo dalle attuali graduatorie. La procedura concorsuale avverrà secondo modalità innovative per favorire l’ingresso nella scuola di insegnanti giovani, capaci e meritevoli. Visto l’elevato numero di potenziali candidati, vi sarà una prova selettiva da svolgersi alla fine di ottobre, su una batteria di test uguale per tutte le classi di concorso.

A gennaio sarà svolta la prova scritta (consistente anche in una prova strutturata di verifica delle competenze disciplinari), in modo da avere i tempi per svolgere la prova orale (con l’inserimento di una simulazione di una lezione per verificare l’abilità didattica) e pubblicare le graduatorie in tempo utile per l’immissione in ruolo per l’a.s. 2013/2014. A questo primo bando seguirà un secondo entro maggio 2013, disciplinato dalle nuove regole di reclutamento, attualmente in fase di preparazione.

Immissioni in ruolo per 21.011 docenti. In Sicilia: appena 1.300 posti

 

Secondo le prime tabelle diffuse in queste ore la ripartizione siciliana dovrebbe essere la seguente:

 

 

Contingente nomine anno scolastico 2012/2013

Prov.

Infanzia

Primaria

Sec. I gr.

Sec.II gr.

Sost.

Per. ed.

Tot.

AG

10

0

68

31

9

118

CL

2

8

49

25

5

89

CT

23

144

64

21

252

EN

2

29

17

11

59

ME

19

7

45

43

16

130

PA

24

6

169

72

27

4

302

RG

8

58

35

2

103

SR

10

76

54

11

151

TP

7

40

34

15

96

TOT.

105

21

678

375

117

4

1.300

 

Sono 27.751 le domande di pensionamento inoltrate per il 2012/13

Su 32.297 attese sono state inoltrate 27.751 domande di pensionamento, l’85,92%. 21.112 docenti, 5.336 ATA, 35 personale educativo, 207 docenti di religione e 1.061 dirigenti scolastici. Maggiore voglia di andare in pensione nelle regioni del Nord.
 
E’ soprattutto in Umbria, nel Lazio ed in Emilia-Romagna che si riscontra in maggior interesse a restare in servizio, infatti le domande presentate sono inferiori rispetto a quelle attese. In Umbria si arriva al 64,26% di domande rispetto a quelle attese, nel Lazio al 74,17% e in Emilia-Romagna al 75%.
 
Grande voglia di andare in pensione invece nelle regioni del Nord. In Lombardia si attendevano 2.352 domande di pensionamento e ne sono giunte, invece, 2.485: il 105,65%; in Piemonte su 950 domande attese che sono giunte 1157: il 121,79%; in Veneto su 1171 domande attese che sono giunte 1382: il 118,02%
 
Per quanto riguarda i docenti, le domande inoltrate sono state 21.112. Le regioni che fanno riscontrare il più alto numero di richieste sono la Campania con 3.245 domande, il Lazio con 2.366, la Sicilia con 2.624, la Puglia con 2.155, la Lombardia con 1.934, e la Calabria con 1.707.

pensionamenti_2012_13

pensionamenti_ATA_2012_13

https://www.saroalioto.info/?p=511

I tremila docenti senza “quota 96”

La riforma ha tolto loro l’uscita a settembre e la somma di età e contributi. “Faremo ricorso collettivo a Tar e giudice del lavoro”.

Lungo il corteo si intrecciano storie di lavoratori lontani e diversi che hanno la stessa identica morale: il miraggio della pensione. Nessuno vuole sentirsi dare dell’esodato – “parola orribile” – ancor di più se si tratta di insegnanti che la parola la usano per mestiere. “Ci siamo sentiti beffati”, raccontano in coro, senza voler entrare nelle storie personali: “Siamo un gruppo e come gruppo vogliamo comparire”. Si tratta del comitato “Quota 96”, striscione verde su fondo bianco. Il nome si riferisce, come spiega il sottotitolo della scritta, ai “requisiti pensionistici al 31 agosto 2011”, quando appunto valeva il requisito della somma dell’età anagrafica e degli anni di contributi.

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